Conosci il tuo campione: Paolo Malchiodi

Al secondo anno con noi cerchiamo di conoscere meglio Paolo Malchiodi , uno dei più forti M2 del panorama internazionale se non addirittura del suo quartiere, San Siro a Milano per l’esattezza.

Proviamo a fargli qualche domanda:

– Come mai hai scelto il Torino Triathlon?

Cercavo nuovi stimoli, e chi mi conosce sa cosa intendo. Ho avuto la fortuna di correre nei Los Tigres dove sono passati grandi campioni in primis Daniel Fontana, in DDS dove i nomi si sprecano e dove ha fatto la storia il mio alter ego Stefano Mosconi. Sono stato anche a Roma nel Torrino dove forse ho trovato il più talentuoso di tutti, Marco Piccolino. Ora approdo dove c’erano la Chmet e la Orla (che amo).

– Come ti alleni?

Vivo a Milano e l’allenamento non è semplice a livello logistico. Ho sviluppato un mio protocollo affidandomi all’esperienza e ai tanti consigli dei guru del web, oggi se ne trovano parecchi io ascolto podcast anche intenzionali, ma devo dire che è in ambito romano che si stanno sviluppando le menti più lucide. Sostanzialmente io sono un fautore dell’allenamento indoor per motivi pratici. Tanti rulli nel mio scantinato e tanta ghisa, oltre al vogatore. Da non dimenticare le basi della respirazione che si può migliorare grazie all’allenamento con il paradenti.

Nello scantinato a fare rulli con i paradenti in bocca

-Altri tuoi segreti che puoi svelarci?

Il mio protocollo prevede alcune semplici cose ma precise. Dopo gli allenamenti impegnativi è fondamentale fare gli sciacqui con il colluttorio per recuperare meglio e più in fretta. Importante anche la dieta, io sono un vegano a fasi alterne, una mia impostazione di dieta che non mi sento di spiegare poichè è un argomento molto delicato e sul quale ormai la gente fa guerre e bisticcia. Onde non essere frainteso preferisco restare criptico. Poi ovviamente ci sono i tecnici che sono fondamentali, il mio di riferimento è il tecnico della caldaia a cui mi affido in toto.

– Hai degli atleti di riferimento?

Primo tra tutti Faris Al-Sultan che seguo da anni e che mi ispira. Per scherzo ho sempre detto di voler correre Candia perchè lui dopo la partecipazione a quella gara ha vinto a Kona. Poi la stessa cosa l’ha fatta anche Federica De Nicola, altra atleta che ammiro e allora ho iniziato a credere che non fosse una coincidenza. Quest’anno sarò presente proprio per sfidare me stesso e per migliorarmi in vista degli appuntamenti futuri.

-Come mai hai saltato il test-event con la prova a cronometro quest’anno, non è da te?

Sono in forma ma non volevo svelare le carte, poi ho un mio avversario storico che veniva apposta per verificare la mia condizione e non ho voluto lasciargli vantaggi.

Con un noto intellettuale toscano

Paolo in T1

Messo nel domopak per essere poi venduto a tranci

Il soleo di Malchiodi vale un quarto di bue